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La valle degli ulivi

Da Taggia alla Valle Argentina, dove gli uliveti sono a perdita d'occhio e la cucina locale é dominata da olio e olive

Itinerario da Taggia a Triora
  Itinerario da Taggia a Triora

La valle degli ulivi

Taggia é il regno delle apprezzate olive "taggiasche" che, da secoli, sono coltivate in zona. La cittadina ha poi in serbo alcuni tesori come palazzo Lercari e palazzo Curlo-Spinola, che ospitò l'Infante di Spagna Don Filippo nel 1744 e Napoleone I nell'Ottocento, e la chiesa dei Santi Sebastiano e Fabiano. Il dedalo dei carruggi stretti che si intersecano tra loro rende il centro storico una specie di labirinto. Le specialità  della tavola sono un misto fra prodotti di terra e di mare: minestra di bianchetti, coniglio al forno, branzino con olive e patate, tutti insaporiti con l'ottimo olio extravergine d'oliva locale.

Regine e rododendri

Le lumache sono vere e proprie regine a Molini di Triora, dove vengono offerte in tavola in modo semplice, con erbe aromatiche e pomodoro. In Valle Argentina, poi, si acquista dell'ottimo miele. La variante al rododendro é squisita, come pure le marmellate artigianali di frutti di bosco.

Pane, pomodoro e…

Dopo Taggia, con la SP. 548 si entra nella Valle Argentina. Il suggestivo paesaggio é folto di boschi ombrosi, illuminati da magici borghi medievali. La prima sosta é a [Badalucco|badalucco_im], con l'elegante facciata barocca della chiesa dell'Assunta e le logge del cinquecentesco Palazzo Boeri. Le case del paese sono riccamente affrescate da murales e tutto il borgo conserva opere d'arte. Non distante c'é Carpasio, dove si possono comprare la carpasina, il pane d'orzo a lunga conservazione, la gustosa crema di olive e il pesto profumato. Il pane di Carpasio rende al meglio anche con pomodoro, acciughe, aglio, basilico e olio.

… o forse formaggio?

Un altro pane attende i buongustai a Triora. è fatto di farine integrali e si accompagna in modo ideale con il bruzzu, il formaggio cremoso che deriva dalla ricotta fermentata in modo naturale.

LA RICETTA: baccalà  in agliata

Se il baccalà non è già ammollato, bisogna lasciarlo a bagno per 24 ore, cambiando molto spesso l'acqua. Si taglia quindi in pezzi non troppo grossi, che si passano nella farina e poi si friggono. A parte si prepara una amalgami di mollica di pane imbevuta nell'aceto e strizzata, unita a 2 spicchi di aglio tritato e 2 cucchiai di aceto. Si serve infine il baccalà ricoperto con l'agliata.

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