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Il marmo di Michelangelo

Dalle cave delle Apuane per decorare palazzi e monumenti di tutto il mondo con una straordinaria, brillante vitalità 

Itinerario da Marina di Carrara a Forte dei Marmi
  Itinerario da Marina di Carrara a Forte dei Marmi

Il marmo di Michelangelo

Perchè non parli? Michelangelo Buonarroti scolpiva i blocchi di marmo, ma li accusava di essere senza anima. Tutt'altro che inanimata sembra però la splendida pietra custodita dalle Alpi Apuane, brillante e candida, estratta da millenni per decorare i palazzi e i monumenti di tutto il mondo. Già  i romani sfruttavano questa roccia calcarea e pregiata, poi le tecniche si sono perfezionate e l'industria ha sviluppato la produzione su larga scala. In Versilia restano attivi comunque i laboratori che lavorano il marmo con le antiche tecniche artigianali e risultati di eccellenza: semplici oggetti di arredamento, riproduzioni di grandi opere d'arte, bassorilievi e immagini sacre.

Gli antichi "lizzatori"

Come veniva trasportato il pesantissimo marmo? Oggi si usano i mezzi meccanici, ma gli antichi sfruttavano una tecnica manuale nota come "lizzatura". I segreti di questa tecnica di trasporto, che avviene per mezzo di slitte e piste, sono tramandati ancora oggi da pochi "lizzatori" tradizionali, che offrono periodiche dimostrazioni.

Marmo in vetrina

La più ricca raccolta italiana di marmi, graniti e pietre ornamentali si ammira a [Carrara|carrara_ms] presso il Museo Civico del Marmo che custodisce minerali estratti nel nord Italia, ma anche travertini, pietre ornamentali e graniti di altra provenienza.

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