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Aquileia, avamposto prezioso

Dalle spiagge del Veneto, una gita in Friuli: alla scoperta di una città  dalla fama antica, tra i segni di un glorioso passato e una cucina orgogliosa delle radici locali

Itinerario di Aquileia
  Itinerario di Aquileia

Aquileia, avamposto prezioso

Aquileia fu fondata dai Romani nel 181 a.C. come solido avamposto nelle terre dei barbari da conquistare, disposta a poca distanza dal litorale adriatico. Grazie alla sua capillare rete viaria e al maestoso porto fluviale, divenne in seguito importante centro commerciale e vi si sviluppò un raffinato artigianato (vetri, ambre, gemme). Sotto il dominio di Augusto imperatore si trasformò in una delle più importanti città  romane. Nei secoli a seguire, guerre e scorrerie minacciarono Aquileia che, travolta dalla generale crisi dell'impero, con l'avvento del cristianesimo acquisì un volto nuovo come sede di organizzazione ecclesiastica e apostolato missionario.

Cucina romana a tavola: oggi

Alcuni ristoranti di Aquileia presentano una cucina ispirata al passato. Stabilmente in estate e, prenotandosi, nel resto dell'anno, si gustano menu con il morettum e l'epiterum, grandi tartine a base di olive e di formaggi caprini, il libum, particolare pane con formaggio, le saporite frittate tirotariche. E poi, fra le altre sorprese, le polpette al refosco e le sarde impanate con il vino.

Le Doc custodi della tradizione

Nella Doc Friuli Aquileia, che comprende rossi, bianchi e rosati, rivive l'antica tradizione enologica dei Romani. Il rosso è ideale con l'arrosto di manzo, la brovada (rape bianche) e la bisna (polenta, fagioli e crauti), il prosciutto di Sauris. Il bianco si sposa bene con il pesce, ad esempio il brodetto gradese (zuppa di pesci locali) e il risotto ai frutti di mare, e a secondi piatti a base di formaggi come il frico (formaggio fritto). Il rosato tradizionalmente si abbina ai cialzons (ravioli con erbe aromatiche) e a carni lavorate, come la peta della Val Cellina.

Tesori della storia, tavole imbandite

Ai visitatori Aquileia offre i suoi tesori, che sono "patrimonio storico e archeologico dell'umanità", come ha proclamato l'Unesco: la Basilica di Popone, il Foro romano, il Museo Archeologico Nazionale. Le tavole locali sono imbandite con minestrone d'orzo e fagioli, tagliatelle ai funghi e crespelle, brasato al merlot, salame con aceto e polenta, prosciutto con salame e ossocollo, cotechino con brovada, gamberetti con calamari e cernia, filetti di dentice al forno.

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